
La risoluzione di stampa è fondamentale per la qualità dei testi e delle immagini stampati. Essa indica il numero di punti immagine che una stampante è in grado di collocare su una determinata superficie. Questa risoluzione si misura in dots per inch (dpi), cioè punti per pollice. Più alto è il numero di punti per pollice, più nitido e dettagliato apparirà il risultato di stampa. In questo articolo scoprirai tutto ciò che è importante sapere sulla risoluzione di stampa.
Table des matières
- 1 Definizione: Risoluzione di stampa
- 2 Risoluzione di stampa: Scelta della carta
- 3 Risoluzione di stampa: Punti di stampa
- 4 Pixel e loro importanza nella stampa
- 5 Risoluzione di stampa: Distanza di osservazione
- 6 Prodotti di stampa – Valori di riferimento
- 7 Calcolo della risoluzione di stampa
- 8 Risoluzione di stampa e qualità di stampa
- 9 Domande frequenti
Definizione: Risoluzione di stampa
La risoluzione di stampa descrive quanti punti immagine una stampante può rappresentare per ogni pollice, pari a 2,54 cm, su una superficie. L’unità di misura è il dpi (dots per inch). In generale vale la regola: maggiore è il valore dpi, più fine e dettagliata sarà l’immagine stampata. Con un valore dpi basso, invece, l’immagine risulterà spesso sfocata o “pixellata”, soprattutto se osservata da vicino.
Spesso la risoluzione viene indicata con due valori, ad esempio 1200 × 600 dpi. Il primo valore indica il numero di punti in una riga per pollice, mentre il secondo indica il numero di righe per pollice. Questa risoluzione verticale viene anche definita lpi (lines per inch). Insieme, i due valori forniscono una misura quadrata della densità di stampa in lunghezza e larghezza.
È importante sapere che un valore dpi elevato da solo non garantisce automaticamente un risultato nitido: un basso numero di lpi può ridurre la qualità dell’immagine nonostante l’alta densità di punti. Inoltre, anche il metodo di stampa utilizzato e la qualità di carta, inchiostro o toner influenzano notevolmente il risultato finale.
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Risoluzione di stampa: Scelta della carta
Per ottenere una stampa di qualità elevata, oltre alla risoluzione è determinante anche la scelta della carta. La struttura superficiale della carta influenza in modo diretto la precisione con cui l’inchiostro o il toner vengono applicati. Se si utilizza una carta ruvida o molto assorbente, l’inchiostro può penetrare nelle fibre, causando sbavature e una perdita di nitidezza.
Soprattutto nelle stampanti a getto d’inchiostro, la qualità della carta ha un ruolo fondamentale. Poiché l’inchiostro viene spruzzato in piccole gocce, su carte non idonee le gocce possono espandersi e unirsi, riducendo notevolmente la risoluzione effettiva visibile. Può succedere, ad esempio, che invece dei teorici 1.756.800 punti per pollice quadrato, ne vengano resi nitidamente solo circa 750.000, a seconda del grado di assorbenza.
Per stampe dettagliate, come fotografie, si consiglia di usare carte speciali lisce e patinate (es. carta fotografica). Queste sono progettate per far asciugare rapidamente l’inchiostro ed evitare sbavature, garantendo che i dettagli rimangano visibili. Tuttavia, queste carte speciali hanno un costo decisamente più alto rispetto alla carta standard.
La scelta del giusto tipo di carta contribuisce quindi in modo determinante a sfruttare appieno il potenziale della risoluzione di stampa e ottenere stampe di alta qualità.
Risoluzione di stampa: Punti di stampa
Le gocce di inchiostro sono quasi perfettamente rotonde; se venissero disposte esattamente fianco a fianco, si creerebbero piccoli spazi vuoti che disturberebbero l’uniformità dell’immagine. Per evitarlo, le stampanti moderne sovrappongono leggermente i punti di stampa, colmando così le lacune e ottenendo superfici di colore più uniformi.
Soprattutto nelle sfumature cromatiche, ad esempio nelle grafiche, una risoluzione elevata consente di riprodurre i passaggi tonali con maggiore precisione e morbidezza. Una stampante ad alta risoluzione restituisce queste gradazioni con più finezza rispetto a un dispositivo con pochi dpi, a condizione che anche la carta sia adeguata. Il risultato è un’immagine nitida senza spazi vuoti o transizioni nette.

Pixel e loro importanza nella stampa
Stampando foto o immagini, ci si chiede spesso quale risoluzione sia necessaria per ottenere un buon risultato. Contano sia il numero di pixel sia i megapixel, spesso indicati come caratteristica dalle fotocamere digitali (un megapixel corrisponde a un milione di punti immagine).
Tuttavia, non è sempre necessario avere un numero di megapixel particolarmente elevato: per uno schermo con risoluzione 1024 × 768 pixel è sufficiente un’immagine di meno di un megapixel. Anche i televisori Full HD richiedono circa due megapixel.
In stampa, una risoluzione alta è importante soprattutto se l’immagine viene riprodotta in grande formato o se si vogliono ingrandire porzioni senza perdita di qualità. In questi casi, sono utili fotocamere con otto o più megapixel. Da notare che l’occhio umano percepisce in media dettagli equivalenti a 4–8 megapixel; oltre tale soglia, la differenza si nota solo con forti ingrandimenti o un’osservazione molto ravvicinata.
La risoluzione ideale per la stampa non può essere definita in modo univoco: dipende dalla dimensione finale, dalla distanza di osservazione e dall’uso previsto. In generale vale: più grande è la stampa, maggiore dovrebbe essere la risoluzione dell’immagine.
Differenza rispetto alle grafiche vettoriali
A differenza delle immagini raster, costituite da singoli pixel, le grafiche vettoriali non dipendono dalla risoluzione. Sono formate da linee e forme geometriche definite matematicamente e possono quindi essere ingrandite o ridotte senza perdita di qualità.
Per loghi, testi o grafiche semplici che devono essere utilizzati in vari formati, le grafiche vettoriali sono particolarmente indicate.
Risoluzione di stampa: Distanza di osservazione
La risoluzione di stampa adeguata dipende non solo dalle dimensioni dell’immagine ma anche dalla distanza di osservazione. In generale: maggiore è la distanza di visione, più bassa può essere la risoluzione.
Per piccoli stampati come i volantini, che si osservano di solito a circa 30 cm, si consiglia una risoluzione di 300 dpi per una resa nitida.
Per i grandi formati, come i manifesti, un dpi elevato non è necessario: spesso bastano 50 dpi o persino 20 dpi, poiché vengono osservati da diversi metri. Da vicino si vedono i punti, ma a distanza l’occhio li integra automaticamente.
Un altro vantaggio di una risoluzione più bassa nei grandi formati è la minore dimensione dei file, che riduce il consumo di memoria, inchiostro o toner e quindi i costi di stampa. Per ridurre ulteriormente il peso dei file, si possono comprimere le immagini o convertirle in altri formati, perdendo informazioni digitali che però i software moderni riescono spesso a ricostruire interpolando i pixel circostanti.
Prodotti di stampa – Valori di riferimento
La risoluzione ottimale varia in base alla dimensione e alla distanza di osservazione. Per piccoli formati e visione ravvicinata, serve una risoluzione più alta rispetto ai grandi manifesti visti da lontano.
Ecco una panoramica delle risoluzioni minime consigliate per i formati DIN più comuni:
Formato
Risoluzione consigliata
Pixel minimi
A5
200 dpi
1166 × 1654
A4
150 dpi
1241 × 1754
A3
150dpi
1754 × 2481
A2
100 dpi
1654 × 2339
A1
50 dpi
1170 × 1656
A0
50 dpi
1656 × 2341
Calcolo della risoluzione di stampa
La risoluzione necessaria si calcola facilmente se si conoscono il numero di pixel e le dimensioni di stampa:
Formula:
dpi = (Numero di pixel × 2,54) ÷ Lunghezza del lato in cm
In alternativa, puoi adattare la risoluzione riducendo il formato di stampa o utilizzando immagini con più pixel.
Risoluzione di stampa e qualità di stampa
Risoluzione e qualità sono strettamente collegate ma non coincidenti. Una risoluzione alta può migliorare la qualità percepita, ma non garantisce da sola un risultato migliore. Contano sempre anche la finalità e la distanza di osservazione.
Per stampe fotografiche di qualità in formato DIN A4 si consiglia almeno 300 dpi. Per i manifesti di grande formato, sono sufficienti 50 dpi o meno, dato che si guardano da lontano.
Limiti tecnici
I valori dichiarati dai produttori hanno dei limiti. Le stampanti laser offrono di solito risoluzioni di 600 × 600 dpi o 1.200 × 1.200 dpi, mentre alcune inkjet pubblicizzano valori molto alti come 5.760 × 1.440 dpi o 9.600 × 2.400 dpi. Questi numeri derivano però spesso dall’interpolazione, cioè dal calcolo artificiale di punti aggiuntivi, che non migliorano visibilmente la qualità.
Nota: Una risoluzione elevata ha senso solo se è adeguata al formato, al materiale e alla distanza di visione. Spesso, la combinazione corretta di risoluzione, carta e tecnologia permette di ottenere un’ottima qualità anche senza dpi estremi.
Domande frequenti
Indica quanti punti immagine (dots) una stampante può riprodurre per ogni pollice (2,54 cm). Si misura in dpi e determina la nitidezza e il livello di dettaglio.
Dipende dall’uso e dalla distanza di osservazione. Per foto di alta qualità si consigliano 300 dpi. Per grandi formati visibili da lontano, bastano anche 50 dpi.
Formula: dpi = (Pixel × 2,54) ÷ Lunghezza in cm.
Esempio:
Un’immagine di 3000 pixel su 25 cm:
(3000 × 2,54) ÷ 25 = 304 dpi.